Humanitatis praesidia

Convegno d'inaugurazione dell'anno accademico 2022-2023

Humanitatis praesidia: Filosofia, umanesimo, educazione, arte.

“Vos spes patriae appellari soletis quia estis. In vobis enim carissima patria spem futuri temporis habet repositam. Ex vestra corona aliquando prodituri sunt qui rerum omnium, quibus populi nostri humanitas et cultura nititur, principatum tenebunt. Vos igitur ne humanitatis praesidia et fundamenta parvi pendatis aut temere negligatis diligenter providendum est et ceteris omnibus et ante omnes nobis, quibus animi et ingenia vestra publice instituenda et formanda commissa sunt.”

Adhortatio ad studia humanitatis qua lectiones de litteris Graecis et de antiquitatibus Romanis in Academia Lugduno-Batava a. MDCCCLX habendas die XXV mensis Septembris auspicatus est G.B. Cobet.

Scrive Hölderlin in una lettera all’amico Johann Gottfried Ebel: “Per ciò che concerne la situazione generale, io ho una consolazione, che cioè ogni fermentazione e dissoluzione deve necessariamente condurre o all’annientamento o a una nuova organizzazione. Ma l’annientamento non esiste: quindi la giovinezza del mondo deve rispuntare dalla nostra decomposizione”. “Vi è un farsi muto, un dimenticare di tutta l’esistenza come se avessimo perduto tutto; una notte della nostra anima, dove non splende verso di noi la luce di alcuna stella”. Eppure “dove è il pericolo cresce anche ciò che salva” (così Hölderlin in Patmos).

Nel trapasso s’ha la rivelazione dell’unità profonda di tutto ciò che vive. La dissoluzione si presenta con un primo aspetto di dissoluzione reale, come disgregazione di un mondo esistente “ed è oggetto di timore”; a questa fa riscontro la dissoluzione ideale, quella che si verifica nella filosofia, nella riflessione, nell’arte. Oggi è nella dissoluzione reale che siamo pienamente immersi; la rasserenante dissoluzione ideale, la messa a distanza attraverso la comprensione, la riflessione, l’arte sembra ancora lontana.

Siamo dunque nel momento di dominio del caos, del timore; e travolti dalla rudis indigestaque moles delle cose, manchiamo d’orientamento. Allora vale la pena di affidarsi di nuovo al poeta veggente. Scriveva Hölderlin al fratello nel settembre del 1793: “Amo il genere umano, non quello corrotto, servile, inerte, quale lo troviamo fin troppo spesso, anche nell’esperienza più limitata. Amo le grandi e belle disposizioni anche negli esseri umani corrotti. Amo la generazione dei secoli venturi. La mia più sublime speranza, la fede che mi mantiene forte e attivo, è che i nostri discendenti saranno migliori di noi”.

L’uomo è un essere perfettibile. Questa la fonte della speranza. Vale oggi più che mai la prospettiva dell’Umanesimo: l’uomo è un essere intermedio, un essere in cammino. Questa intuizione è al centro dei momenti più alti della storia del pensiero; la filosofia greca, l’umanesimo cristiano, il Rinascimento italiano, la civiltà romantica tedesca. Per Agostino, come per Pico della Mirandola, l’uomo è collocato nel mezzo dell’universo, è “copula mundi” e da questa posizione può tanto regredire, rimanendo schiavo dei meccanismi istintuali, quanto volgersi verso l’alto, alimentare la divina scintilla che è in lui fino a farla divampare: L’uomo è “faber fortunae suae”, ripetono gli umanisti italiani: In questo sta la sua grandezza, la sua dignità; egli stabilisce da sé stesso la propria posizione nel cosmo, scegliendo quella che la sua razionalità gli mostra con evidenza essere la più degna del nome e della natura di uomo.

L’uomo è un essere perfettibile: la piena realizzazione di sé non viene mai raggiunta dall’uomo, ma egli sempre di nuovo si pone in cammino vesso la libertà, cioè verso la sempre più perfetta realizzazione del suo mondo, per quanto essa possa richiedere di lavorìo interiore, di travaglio morale, di lotta tra le varie parti dell’anima per divenire “più forte di sé stesso”, kréittōn heautoû (Plat. Leg. 626e).

Patmos, l’isola su cui vide la luce l’Apocalisse, è il luogo d’incontro dello spirito dell’Occidente e di quello d’Oriente, dell’Europa e dell’Asia, della grecità e del cristianesimo, della razionalità e della mistica, della mediazione e della visione. Ad essa Hölderlin dedica uno dei suoi più intensi componimenti. Per lui quell’isola è il paesaggio delle “vette dei tempi” e dei “divisi monti”, ma anche di “ponti lievemente costruiti”.

Se è vero che “difficile a cogliersi è il Dio”, è pur vero che “i più amati abitano vicino”. Se la verità piena e assoluta è sempre oltre lo sguardo umano, è pur vero che abitiamo vicino ai giganti, che possono sostenere e aiutare il nostro sguardo e aiutarci ad andare oltre.

Di qui un movimento di scambio d'idee, di dialogo, di costruttivo dibattito che proponga voci del passato e tentativi del presente per superare l'attuale, profonda crisi del pensiero, del costume e dell'educazione, fondamento e fonte di tutte le altre crisi, con una serie d'attività concrete dispiegate su più fronti.

Modalità di partecipazione

In presenza: sarà possibile frequentare il convegno in presenza prenotando gratuitamente il posto scrivendo a convegni@vivariumnovum.net.

A distanza: il convegno sarà integralmente trasmesso attraverso la piattaforma zoom per permettere a tutti di seguire ogni intervento e d'interagire con i relatori. Si prega d'iscriversi attraverso il seguente collegamento: iscrizione. Gli iscritti riceveranno automaticamente un unico collegamento valido per tutte due le giornate.

Un servizio di traduzione simultanea in latino sarà disponibile per tutta la durata del convegno, in presenza e a distanza.

Valido ai fini dell'aggiornamento per docenti. Piattaforma S.O.F.I.A.: ID. 77980; Iniziativa formativa: Humanitatis praesidia

Programma

SABATO 12 NOVEMBRE

  • 10.15 Saluti istituzionali e inaugurazione:
    • Gianluigi Peduto (Presidente del Parco regionale dei Castelli Romani)
    • Francesca Sbardella (Sindaca del Comune di Frascati)

Filosofia: le radici filosofiche della crisi

  • 11.00 Gianni Stelli (Istituto italiano per gli studi filosofici): “«Wer das verlor, / Was du verlorst, macht nirgends halt»: «Chi ha perduto ciò che tu hai perduto, non può più fermarsi in nessun luogo» (F. Nietzsche, Vereinsamt, «In solitudine»).”
  • 11.30 Pausa caffè
  • 12.00 Fabio Bentivoglio (Accademia Vivarium novum): “Per l’uomo, la via che è e la via che non è.
  • 12.30 Filippo Mignini (Università di Macerata e Accademia nazionale dei Lincei): “Sull'idea di soggetto: Hegel l'europeo e il "cinese" Spinoza.”
  • 13.00 Pranzo

Arte: l'arte come giustizia visibile

  • 15.00 Massimo De Vico Fallani (Università di Roma “La Sapienza”): “Il giardino come simbolo dell’umanesimo universale: note storiche e attuali.”
  • 15.30 Alexandra Massini (CEA study abroad - Roma): “Rinascimento e Rinascimenti (reinterpretati).
  • 16.00 Paolo Portoghesi (Università di Roma “La Sapienza”): “Testimoni della bellezza.
  • 16.30 Pausa caffè
  • 17.00 Concerto del coro Tyrtarion

Umanesimo: coscienza delle crisi e impegno civile

  • 18.00 Luigi Miraglia (Accademia Vivarium novum): “Ingenti nisu nisi surgimus, actum est: la via del Petrarca per uscire dalla crisi.
  • 18.30 Guido Cappelli (Università di Napoli “L'Orientale”): “Valla laico.
  • 19.00 Francesco Furlan (CNRS - Parigi): “Leo Baptista de Albertis: ritratto intellettuale.
  • 19.30 Dibattito conclusivo
  • 20.00 Cena

DOMENICA 13 NOVEMBRE

Educazione: l'educazione come unica via d'uscita

  • 10.30 Michele Maggino (Insegnante - Firenze): “Scuola: un necessario contropotere nell’epoca del transumanesimo.
  • 11.00 Giancarlo Rinaldi (Università di Napoli “L'Orientale” e Accademia Vivarium novum): “L’“educazione” come strumento unico di sopravvivenza.
  • 11.30 Pausa caffè
  • 12.00 Christian Laes (Università di Manchester): “Studia classica toto in orbe terrarum propaganda temporibus hisce non sine difficultatibus
  • 12.30 Adriano Rossi (ISMeO e Accademia nazionale dei Lincei): “La scuola di studi superiori a Frascati.”
  • 13.00 Pranzo

Presentazione dei volumi “In difesa dell'umano”

  • 15.00 Luciano Boi (École des hautes études en sciences sociales - Parigi): “Consistenza del reale e qualità umane.”
  • 15.30 Gianni Marilotti (già presidente della biblioteca e degli archivi del Senato): “Utopie prossime venture.
  • 16.00 Paolo Quintili (Università di Roma “Tor Vergata”): “Le «apocalissi culturali» e le logiche di senso delle altre culture.
  • 16.30 Pausa caffè
  • 17.00 Marcello Foa (già presidente della RAI - Radiotelevisione italiana): “Umanesimo digitale: sfida impossibile?
  • 17.30 Lamberto Maffei (Scuola normale superiore di Pisa e Accademia nazionale dei Lincei): “Patologie della modernità.
  • 18.00 Ignacio Armella Chávez (Accademia Vivarium novum): “‘Amputate radici che germogliano’: gli studi classici come via d’uscita dalla condanna d’un eterno presente.
  • 19.00 Spettacolo teatrale del gruppo Vertumnus
  • 20.00 Cena

Enti promotori

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